Tempio di Zuu

Cloth: Uccello del paradiso

Cavaliere: Blaze , Azrael, Kayra

Temperatura: Tropicale, pluviale e umida (30° C) alle basi del monte; Rigida (-12/10 °C) alla cima

Località: Monte Wilhelm, Papua Nuova Guinea

Descrizione

Il Tempio di Zou è stato a lungo identificato come un luogo di culto degli aborigeni locali, che veneravano all’interno di questo tempio scavato nella roccia del monte Wilhelm la divinità ancestrale Zou, un uccello sacro simile per aspetto ad un gigantesco pappagallo di color viola ametista, dal piumaggio molto folto e dalla coda simile a quella di un pavone, tricuspide. La creatura venerata era considerata portatrice di sciagure per gli avventurieri incauti, e spesso identificata come antropofaga, per questo la statua del grande uccello Zou che è scolpita nella roccia montana sopra l’ingresso della grotta ha un aspetto terrificante, il cui becco mostra denti aguzzi similmente agli squali che animano le acque dei mari oceanici. In seguito tuttavia questa creatura fu considerata portatrice di sogni e di grande fertilità per le popolazioni autoctone, e questo ha reso il luogo una meta di preghiera per le tribù locali. Questo fino a circa duecento anni fa, quando il Cristianesimo rese le tribù del posto timorose di quel “falso idolo”. Il luogo è divenuto in seguito dunque un dominio di Athena, governato dalla costellazione dell’Uccello del Paradiso, che ha in comune col leggendario Zuu solo la fierezza e il dono di recare conforto alle anime dei defunti e dei sognatori. L’ingresso alla grotta è impervio, ci si può arrivare solo attraversando un ponte di legno sospeso nel vuoto e assai poco rassicurante, altro deterrente per i turisti. All’interno della grotta è totalmente buio, ma in fondo alla camera più profonda della caverna si cela una stanza ovale luminosissima e adorna di vecchi cimeli e resti di antiche civiltà
locali, e minerali grezzi come pirite e cobalto, con un trono in cristallo che sembra raffigurare nello schienale un uccello che Apus, e si dice sia illuminato in modo innaturale dalla luce del sole che filtra
misteriosamente dal soffitto, sebbene sia molto spesso e roccioso e la profondità sia notevole. Inoltre, altro mistero, la stanza del trono è illuminata anche in piena notte, pur in assenza di candele o lampade. Nessuno, a parte il cavaliere custode, ha accesso a questo luogo per poterne studiare le
pittoresche e misteriose caratteristiche.
Nella parte occidentale della “sala ovale”, dove risiede il trono di cristallo, una porta, scavata nella roccia, conduce ad una zona privata del Saint custode, e solo a lui accessibile tramite una particolare serratura. All’interno di questa zona vi sono gli alloggi del Cavaliere di Apus, ed il suo studio, dove raccoglie la documentazione ufficiale giunta nel dominio, e dove custodisce il retaggio del luogo e di chi lo ha custodito, facendosi curatore di ogni manufatto, documento o costrutto, naturale e non, presente nel luogo.