Surplice: Manticora
Cavaliere: Emer,
Temperatura: Caldo e temperato (17°/35 °C) Luglio/Autunno con piogge torrenziali
Località: Varnansi – India. Uscendo dalla metropoli sacra di Varnansi e seguendo il corso del fiume Gange, lasciando alle proprie spalle il centro abitato, ci si troverà davanti una selva sconfinata. La foresta è un luogo dove nessuno vuole azzardarsi ad entrare; nel groviglio della selva, memore di leggende locali che parlano di feroci creature mangiatrici di uomini, gli indiani non mettono piede. Per i più coraggiosi, tuttavia, la foresta riserva una mistica risalita lungo scale di pietra arenaria ormai corrose dal tempo che si inerpicano verso un costolone di roccia montano ben nascosto agli occhi del mondo.
Descrizione
Su questo si apre la vedetta d’ingresso al tempio di Manticora e solo attraversando questo punto si può giungere al cuore del “monte” dove gli indù narrano dimori Himavan, padre della montagna e genitore di Ganga (da cui prende il nome il sacro Gange), spirito del fiume sacro. L’unica parte potenzialmente esplorabile è questa zona di “vedetta”.
Solo lo Spettro di Manticora conosce il modo per schiudere il cuore del muro monumentale che sigilla la gola della montagna dove si erge, di fatto, il vero fulcro della sua dimora (ciò succede attraverso un complesso meccanismo di incastro di alcuni bassorilievi di belve feroci la cui leggenda è chiara solo a chi riveste la Surplice della Mangiatrice di Uomini).
Una volta giunti nel ventre della montagna ci si troverà innanzi il tempio di Himavan. L’architettura si basa su pilastri ricavati dal monte circostante e pare ottenuta da un unico cubo verticale di basalto; le mura perimetrali di contenimento nascondono un corridoio a loggiato che percorre l’interezza dell’edificio: lungo tale camminamento si snoda la storia simbolica di bestie sacre tese a divorare esseri umani. Vi sono enormi sculture di Manticore, ma anche di elefanti, leoni e divinità sacre agli indiani.
L’interno del tempio invece è così disposto:
Sala principale e fonte di purificazione:
Prima di addentrarsi nel cuore del tempio è necessario sostare alla fonte della purificazione per lavarsi secondo l’usanza indù e potersi presentare privi di peccati nel cuore del “naòs” protetto dalla Manticora. Si valica la sala della purificazione per arrivare alla sala principale; essa è formata in una stanza percorsa da una selva di colonne di basalto e racchiude la più grande statua del luogo: una Manticora; sulla bestia guardiana scolpita in basalto ci si può sedere, come si trattasse di uno scranno peculiare, posto accanto ad un altare dove è adagiato lo scrigno dell’armatura avernale di Manticora. Qui lo Specter guardiano sbarra la strada a coloro che non reputa degni d’avanzare ed è oltre il trono “statua” che si arriva al “naos” vero e proprio; esso cela il portale delle anime del Dominio terrestre indiano.
Zona dell’arena e giardino di roccia: la zona sul quale si erge il tempio e attorno al quale si srotola il loggiato si trova a terra. Ivi si apre un giardino di pura pietra fatto solo di statue, colonnati e distese di lastre levigate di basalto. Sul lato destro del colonnato si può trovare una zona coperta alta circa otto metri, illuminata da bracieri monumentali: l’arena si disegna su un perimetro rettangolare ed è coperta di sabbia rosso scura.
Zona a raggiera : le camere di vita dello Spettro di Manticora; esse sono del tutto spartane. Alcove scavate nella montagna illuminate da bracieri o da molteplici candele di notte e anche di giorno; quando cala la sera alcuni luoghi, i più intimi, diventano il punto vitale di macchie di lucciole dorate. I mobili sono ricavati dalla pietra e il letto è un giaciglio ricoperto da pelli di vari animali gettare sul suolo duro di basalto; la zona della cucina è un enorme focolare circondato da sassi dove sedersi e la l’unica fonte d’acqua nascente nella montagna è quella utilizzata per riempire una sorta di vasca ricavata da uno scavo in una delle alcove, nella nuda roccia. E’ presente anche una piccola biblioteca che racchiude leggende induiste e scritti in lingua locale (testi comuni di cultura).
Il tempio ha una grandezza complessiva di: 45 m in larghezza, 85 m in lunghezza, 32 m di altezza nella sua parte più alta