Rovine di Dungur

Cloth: Semiramide

Cavaliere: Emil

Temperatura: Tropicale monsonico (16°/25° C)

Località:  Le rovine sorgono su un altopiano a ovest della città di Aksum, antica capitale del Regno d’Etiopia.

Dominio:

Il sito di Dungur, circondato da una steppa brulla di vegetazione bassa tipica delle zone semidesertiche, appare oggi in rovina. Ha smesso di essere un sito di attrazione turistica quando i costi di manutenzione delle strade per raggiungerlo hanno superato gli incassi ottenuti dai visitatori. Nel tempo è stato quindi quasi dimenticato, e la natura selvaggia ha fatto il suo corso, riportando i predatori locali (prevalentemente iene e lupi etiopi) a selezionarlo come terreno di caccia.

Quello che tra il quarto e il sesto secolo A.C. era nientemeno che il palazzo della Regina di Saba, si estende, nei suoi resti, per più di tre chilometri quadrati. Le antiche mura di pietra alte circa un metro e mezzo definiscono quelli che in passato erano gli alloggi della servitù, i quali circondano l’area maggiore dove sorgeva il palazzo vero e proprio.
Ciò che gli archeologi non sanno è che nei sotterranei del palazzo, raggiungibili tramite gli antichi impianti di riscaldamento scavati sotto il pavimento, si apre il portale per il Dominio, custodito dallo Spectre di Semiramide. Per accedervi occorre trovare e sollevare una pesante lastra di pietra quadrata di un metro di lato, mimetizzata molto bene nell’erba e nelle sterpaglie.

I sotterranei nel complesso sono ambienti semplici, privi di decorazioni o suppellettili, che coprono un’area di un centinaio di metri quadri divisi in due stanze: una più grande, con al centro una vasca di pietra scavata nel terreno e ora vuota, e una più piccola che costituisce l’accesso all’esterno tramite una scala di legno.
Il portale che conduce agli Inferi è incastonato nell’architrave di una porta murata, probabilmente frutto di lavori di varie epoche ai tempi in cui il palazzo era abitato, che si trova al centro del muro settentrionale della stanza più grande. Quando è attivo, alla vista ricorda un antico specchio dai bordi ossidati.

Una serie di colonne di pietra sorreggono il soffitto, disposte a scacchiera lungo tutta la stanza maggiore, anche se diverse sono crollate nel tempo. Le fonti di luce sono costituite da una decina di torce appese alle pareti.

Al centro della vasca di pietra è collocato l’altare della Surplice. Quando è presente, il fuoco delle torce si tinge di un intenso colore azzurro, che conferisce all’ambiente un’atmosfera più mistica e suggestiva, e il fumo si impregna dell’odore di incenso cerimoniale, senza risultare però oppressivo ai sensi.