Prigioni del Santuario

Cloth: Lucertola

Cavaliere: Vanth

Temperatura: Mediterraneo

Località: Santuario – Tredicesimo Tempio

Dominio: Superato l’ingresso principale del Tredicesimo Tempio, lungo il lato destro dell’ampio androne che si addentra nella dimora del Sommo Sacerdote, c’è un arco che come il pavimento è lastricato di roccia metamorfica che si apre su di una nicchia profonda una manciata di metri terminante in un’ampia scala a chiocciola. La scala è di robusto marmo color giallo istria e lascia intuire dalla sua cura e forma che ha subito negli ultimi anni un restauro, come il resto dei sotterranei. Le scale a chiocciola scendono per parecchi metri nel sottosuolo e terminano di fronte ad un breve atrio ampio due metri e lungo altrettanti che si apre in una stanza circolare (7mt diametro) abbellita lungo il perimetro da diversi rilievi in marmo di antiche scene di guerre sante. Sul lato sinistro della sala si trova un incavo nel muro dalla forma semicilindrica verticale che termina in alto con un quarto di sfera e risulta essere custode di un altare alto un metro, in roccia calcarea, per accogliere l’armatura d’argento di Lacerta; sul lato destro invece si trova una piccola porta per la stanza privata del cavaliere, arredata in modo molto minimale: un letto singolo, un armadio, uno scrittoio ed un piccolo bagno. Nella posizione opposta a quella dell’ingresso c’è una grande porta in legno d’ulivo rivestita in acciaio brunito, tenuta chiusa soltanto in alcune occasioni o su disposizioni delle più elevate cariche del Tempio e che rappresenta l’ingresso effettivo al luogo di detenzione dei prigionieri, di cui soltanto il Sommo e Lucertola hanno la chiave in custodia. Oltrepassata la porta e scesa la successiva rampa di scale ci si trova in un ulteriore lungo corridoio austero arricchito unicamente da lucernai appesi in alto per rischiarare l’ambiente durante la notte. Le celle sono chiuse da robuste sbarre di metallo capaci di annullare, grazie al potere del Santuario, le energie cosmiche e capacità ultraterrene dei prigionieri rendendoli in tutto e per tutto dei comuni esseri umani, e sono poste in alternanza sul lato destro e sinistro del corridoio per garantire l’isolamento fra un imprigionato e l’altro. Le celle sono arredate con un letto, uno scrittoio con sedia, un lavabo e sanitari essenziali di vario genere, inoltre quelle poste sul lato destro del corridoio hanno anche una finestra ben inferrata che si affaccia sullo strapiombo del Santuario che in quel punto è privo di sporgenze.