Surplice: Aracne
Cavaliere: Kat,
Temperatura: Mediterraneo di transizione. Inverni relativamente freddi. Estati calde ed afose.
Località: Turchia
Descrizione
Seguendo una sottile striscia di un -cadente- sentiero lungo la zona rocciosa (che si affaccia verso il fiume e scava il suo spazio nella vegetazione) è possibile scorgere una serie di rientranze ed aperture sulle pareti, l’ idea che si andrebbe a crea in una prima occhiata esterna alla struttura sarebbe -probabilmente- il ricordare la trasposizione spoglia e povera delle Tombe dei Re di Pontus. Nella zona esterna del percorso e l’ inizio della presunta Colonia si potrà facilmente scorgere disparate ossa di animali che sembrano quasi adornare come tacito avviso il prossimo. Divisa in tre livelli ,che risultano posizionati l’ uno sopra l’ altro con un’ altezza minima che li separa, la prima striscia possiede strette Cavità inferiori che lasciano forse il dubbio che un corpo umano possa scivolare oltre esse, mentre sulla seconda coda gli avvallamenti risulterebbero abbastanza vasti per poter attraversarli senza troppi problemi se non fosse per la sensazione franabile che andrebbe a donare al primo passo in essi, ultima invece è la striscia che sembra celare abilmente sotto la flora è possibile scorgere un antica e lavorata porta in legno i cui segni del tempo hanno lasciato le loro orme.
All’ apertura del battente un paio di spesse scalinate andrebbero a condurre -dopo una manciata di minuti- al piano inferiore accompagnati da fiochi bagliori di luci che come per magia sembrano accompagnare l’ avventore, radiazioni causate da lanterne dallo stile arabeggiante di diverse sfumature che sembrano illuminare in un inusuale ordine quel tratto fino a condurre al centro di una stanza la cui forma risulta quadrata, un ambiente luminoso quel che si andrebbe a palesare, dove le luci sembrano filtrare dal soffitto al cui centro una spaccatura spessa attraversa da una parte all’ altra. Drappeggi andrebbero ad addobbare le parenti accompagnati da mattoni e dipinti dalle tonalità calde, consumati dallo scandire degli anni ormai passati. Ben quattro porte andrebbero a dividersi, una per angolo.
La prima porta frontale condurrebbe ad un piccolo corridoio dove ad ambedue i lati si trovano ben 5 imposte, tre a sinistra e due a destra, le porte della sinistra conducono a delle semplice stanze da letto prive di sfarzi ma che continuano a preservare lo stile arabesco mentre le due porte sulla destra racchiudono la prima le cucine la seconda i bagni dallo stile “primitivo” indi prive di ogni qualsivoglia tecnologia.
La seconda porta verso la destra invece ospita il vano ove il custode può riposare, una stanza adornata con un accenno di mobilia e non oltre, risultando dunque comune se non per l’ antichità dello stile che traspare ed al fondo sinistro di essa vi è una mezza colonna spezzata su cui è innalzata e custodita il Box che preserva l’ armatura.
La terza porta alla sinistra invece sembra rivolgersi verso una sala il cui suolo sembra essere ricoperto da un sottile strato di sabbia e che può essere adibita come zona per eventuali allenamenti.
Ultima invece è la quarta porta che quasi rimane celata da un gioco di ombre alla fine della destra del tragitto da cui si è giunti e che una volta aperta lascerebbe mirare un paesaggio ricco di vegetazione, in cui la luce filtra da avvallamenti e spaccature sulle parenti e soffitto, quasi uno squarcio verso la natura che si è scavato il proprio piccolo pezzo prendendo vita fra quelle rocce ricoprendo dal verde ad altre tonalità fra foglie e piante e che possiede al centro una piccola macchia d’ acqua, una fonte naturale ed in questo luogo vi è il portale.