Atlantide

Cloth: Tritone

Cavaliere: Wulvaife

Dominio: Quando il regno di Atlantide stava sparendo, Poseidone ha salvato la cittadella dell’omonima capitale portandola in Undersea. Questa, seppur protetta, al momento del ricongiungimento al terreno del regno sottomarino ha innalzato il terreno attorno a sé creando un’irta e complicata catena montuosa circondariale con una depressione tra le rocce e le mura della cittadella perduta di Atlantide, rendendo periglioso se non impossibile raggiungerla se non passando per il postumo sentiero che si dipana dal crocevia verso la zona impervia di Atlantide. Brulla la zona che intercorre fino alle mura, offrendo una buona visuale da quest’ultime.

Affiancandole e ponendosi sotto le sue caditoie si riesce ad avere una vera idea della maestosità di queste mura, alte circa 15 metri e profonde 8 sono rialzate su di un’altura artificiale, risultando quindi all’occhio più imponenti di quanto non lo siano già e rendendo complicato il solo raggiungerle. Spessi parapetti ne formano l’alto perimetro, sia interno che esterno, mentre all’interno è facilitato l’accesso ai difensori grazie a stradine e scalinate.
Sebbene com’è ovvio le aperture siano la zona più sorvegliata, il resto delle mura si trova sempre sotto costante pattugliamento da parte dei soldati tritone, così da garantirne la difesa e il controllo.

Affacciandosi direttamente sul decumano della città, ovvero la strada più ampia e quella principale, il cancello d’ingresso ad Atlantide si erge a difesa dei suoi abitanti, alto circa 10 metri e largo 8, è perfettamente incavato nelle mura, trovandosi a metà della sua profondità. Due statue per facciata del muro fungono da colonne e architrave alla struttura, quelle sull’esterna incrociano due tridenti sui battenti del cancello (NdT: quando il cancello si apre è come se le statue si spostassero per lasciar passare), mentre quelle interne sono erette a sorreggere il barbacane, struttura su cui si trovano inscritte preghiere al dio dei mari, così da accompagnare chi abbandona le difese della città. La superficie dei battenti è divisa in varie sezioni, rivestite di un leggero strato di oricalco e incise in bassorilievo, ognuna di queste racconta parte di storia della città: la sua fondazione, la fede in Poseidone, il suo divenire la civiltà protetta dal Dio ed altre scene più quotidiane come di pesca, studio e ingegneria. Trovandosi costantemente sotto la sorveglianza di una pattuglia di soldati tritone scelti, sia sulle mura che a livello del terreno, i battenti del cancello si trovano spalancati verso l’interno della città la maggior parte del tempo, venendo questo chiuso solo in caso di necessità per la sicurezza del luogo per scelta del Sommo, del Bibliotecario o del Fudai a protezione.

La chiave di Atlantide è un artefatto unico in mano al Sommo (o al Bibliotecario, se in carica) che permette di chiudere il cancello principale di Atlantide e sigillarla sotto una cupola stagna.
Questa cupola è fatta di un particolare metallo inossidabile (probabilmente una lega con dell’Oricalco al suo interno) nascosta appena dentro le mura in una fenditura che sembra una sorta di canale di scolo e da cui escono dei segmenti di sfera che una volta chiusi ricordano il guscio di un’ammonite, capace di sigillare la cittadella, non permettendo a nulla di entrare o uscire. Questo è ciò che permette di salvare tutto il sapere di Atlantide anche ad un’eventuale distruzione dell’Undersea stesso, sebbene non ci si possa rifugiare all’interno proprio a causa della compartimentazione che porterebbe all’asfissia.