Catacombe di Kom al-Shoqafa

Cloth: Chioma di Berenice

Cavaliere: Riordan

Temperatura: Arido(5/35 °C)

Località: Alessandria d’Egitto, Egitto

Dominio: Abbandonando il centro più vivo e pulsante della città di Alessandria d’Egitto, spingendosi verso la zona nord/ovest, ci si può imbattere nei siti archeologici delle catacombe di Kom al-Shoqafa. Gli scavi sono fermi a poche camere sepolcrali per volere della fondazione Kido; scendendo in una d’esse si troverà una stanza con un enigma da risolvere per accedere al cuore di un tempio (l?enigma riguarda i legami del cavaliere di Berenice. Tre cerchi su una porta con altrettanti simboli a rotazione di costellazioni. Solo le tre costellazioni vicine al cuore della Regina, aprono il passaggio, assieme a una chiave in possesso del Saint: un anello con un geroglifico a rilievo, del tutto peculiare)che si estende sotto terra, aprendosi al cielo in una oasi desertica nell’entroterra.

Al visitatore sarà possibile notare come l’arte dell’antico Egitto sia rimasta chiara e tangibile nei decori architettonici: statue di divinità e colonne papiriformi; abbandonato il corridoio percorso da geroglifici recanti la storia della Nera Regina egiziana si giungerà alla stanza principale che ha forma circolare come il principale punto luce: un occhio scavato nel soffitto, da cui il sole del deserto può filtrare senza fatica. Il suono dell’acqua creata da cascatelle naturali che corrono sotto il trono di Berenice, sono frutto della disposizione degli ambienti, sotto all’ oasi dispersa in cui il tempio è stato costruito. Il trono della Regina è posto al centro dell’occhio del tetto, elevato rispetto all’ osservatore: effigi di un tempo passato ne reggono la seduta e l’alto schienale porta, incastonato nel marmo, un vetro lucido e verde non dissimile dalla giada. Una sorta di occhio vitreo (legato allo sguardo di Atena, detta anche glaucopide “dagli occhi lucenti”) teso a giudicare tutti coloro che metteranno piede in quel luogo, disturbando il sonno di Berenice impunemente. Risalendo le scale tortili, dietro il trono della Regina, è possibile accedere a una zona celata, dove sono stati conservati molti papiri dell’antichità riguardanti per lo più questioni storiche. Nel tempio permeano profumi di incenso e di erbe e fiori. Non vi sono fuochi a riscaldare la zona, già calda per il clima e in media, tutta l’architettura è avvolta da una vacua penombra che ricorda lo stato d’abbandono e di dimenticanza in cui verte la costruzione, celata agli occhi del mondo, salvo quelli di pochi devoti.

I fedeli della Dea Atena, nelle terre d’Egitto, si rivolgono ancora alla statua della Nera Regina, costruita in ossidiana levigata (da cui il suo soprannome) che cresce all’ombra dell’oasi sia per chiedere conoscenza che protezione; non vi è modo per alcuna persona di giungere al ventre del tempio, poiché anche camminando nell’oasi, l’incanto della Luna terrà celato l’occhio di pietra, rivolto al cielo delle stelle. Solo quando l’astro notturno è oscurato (Luna Nuova) l’occhio del tempio è visibile agli erranti che vagano nelle tenebre del deserto.